andrea di leo

benvenuti

Il seno femminile da millenni ha un ruolo fondamentale per la donna; oggi oltre ai valori già acquisiti esso è sinonimo di benessere ed affermazione nel proprio ambito sociale.

Grazie alla chirurgia estetica ed alla sua evoluzione possiamo correggere e migliorare le modificazioni conseguenti ad eventi fisiologici quali gravidanze, aumenti o riduzioni di peso e mancato sviluppo del seno.

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mastoplastica additiva  

Mastoplastica Additiva
Anestesia : generale
Degenza : 1 notte

Cosa si intende per mastoplastica additiva :
Si intende l’intervento di aumento del seno con protesi in silicone ( esistono anche in fisiologica ma perdono volume nel tempo).

Come svolgo la visita :
Quando visito la paziente ascolto le sue esigenze (volume, forma), le cause della riduzione del seno ( dimagrimento, gravidanza, mancato sviluppo) e poi procedo a prendere le misure del seno e del tronco ( diametro spalle, torace e fianchi).
Analizzo poi la qualità della mammella ( quota di grasso, ghiandolare e muscolo pettorale ) per meglio scegliere la protesi.
A questo punto affronto il tipo di protesi da scegliere e che posso indicare ( rotonde/ anatomiche  tutte testurizzate)  come inserirle ( via periareolare, solco sottomammario e ascellare)  e dove posizionarle ( sottoghiandolare/ sottomuscolare).
Una volta concordato con la paziente le caratteristiche dell’intervento,le possibili complicanze, le prescrivo gli esami ematici e strumentali ( ecografia/ mammografia, ECG) necessari per essere idonei.

Il mio approccio alla mastoplastica additiva:
Voglio che il risultato chirurgico sia naturale; penso che una protesi troppo grande con poco tessuto di rivestimento sia molto  visibile, altresì una protesi troppo piccola vanifica il risultato dell’intervento, in poche parole se il volume è proporzionato al corpo la paziente otterrà il risultato più armonioso.
Posizionare la protesi sottomuscolare rende il risultato leggermente più rigido ma garantisce maggior copertura dell‘impianto.
Non consiglio come prima scelta protesi in fisiologica perché nel tempo perdono volume.
Non dico mai alla mia paziente che dopo 10 anni deve cambiare le protesi perchè si valuterà al momento se sarà necessario o meno.
Ad oggi non penso che acido ialuronico o il grasso possano sostituirsi alle protesi in quanto non mi piace iniettare materiale libero nella ghiandola mammaria ( soggetta purtroppo a tumori) che può in futuro darmi un immagine di dubbio significato; a questo punto la paziente entra in uno stato di massima preoccupazione. Ricordate la protesi rimane sempre inerte e isolabile dal tessuto mammario e ciò facilita la diagnostica della mammella.

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mastoplastica additiva  

Mastoplastica Additiva associata a Mastopessi
( sollevamento seno):
Anestesia : generale
Degenza : 1,2 notte

Quando visito la paziente alcune volte mi rendo conto che le protesi da sole non sono sufficienti e questo si verifica quando si associa alla riduzione del volume una discesa al di sotto del solco sottomammario del complesso areola capezzolo. A questo punto devo associare il sollevamento del seno asportando pelle ed eventualmente tessuto mammario.
Capisco che partire con l’idea di avere una piccola cicatrice e poi giungere ad averne qualcuna di più per la paziente sia traumatico ma molte volte non c’è soluzione se si vuole ottenere  un risultato duraturo ed esteticamente soddisfcente.
A questo punto dopo l’esame obiettivo devo affrontare quali e quante cicatrici avrà in più la mia paziente; per fortuna esistono diverse tecniche chirurgiche che mi permettono di ridurre l’entità e l’estensione delle stesse  (cicatrici periareolare, periareolare e verticale, a T invertita).
La scelta della protesi ( volume e forma) dipenderà ancora di più dal tessuto mammario residuo; sicuramente il posizionamento che consiglio in questo caso è sottomuscolare al fine di scaricare il peso della protesi sul muscolo e non sulle cicatrici della pelle.
Una volta concordato con la paziente le caratteristiche dell’intervento,le possibili complicanze, le prescrivo gli esami ematici e strumentali ( ecografia/ mammografia, ECG) necessari per essere idonei.

Il mio approccio alla mastoplastica additiva associata a mastopessi ( sollevamento seno):
Troverete sempre qualcuno che soddisferà il vostro desiderio : mettiamo due belle protesi sotto ghiandolari e via!! Nessuna cicatrice !!  Bene siete partite con un seno svuotato e sceso e dopo pochi mesi avete un seno ancora più basso ( per il peso delle protesi) e scavato in alto ( per la trazione sui tessuti). Adesso se volete mettere a posto il tutto dovete subire un altro intervento con relative cicatrici.
Anche in questo caso le protesi devono essere proporzionate in base alle caratteristiche della paziente e dei suoi tessuti.
Consiglio poi di seguire la terapia per il trattamento degli esiti cicatriziali( massaggio, fotoprotezione, cerotto in carta, lamina in silicone,etc) che se ben eseguita dà ottimi risultati.

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mastopessi  

Mastopessi
( sollevamento del seno)  e
Mastopessi con Autoprotesi
( sollevamento del seno con maggior proiezione) :

Anestesia : generale
Degenza : 1,2 notte

Ho di fronte una paziente che ha un seno sceso ed allungato  ma con volume ben rappresentato e non vuole le protesi ( anche se in questo caso non sono propriamente indicate). A questo punto le consiglio l’intervento di mastopessia (sollevamento) ovvero di utilizzare il tessuto della sua mammella per dare volume al seno dopo la rimozione della pelle in eccesso.
Questo intervento può essere valorizzato ulteriormente quando il caso lo permette dall’autoprotesi cioè utilizzare una parte del tessuto ghiandolare come se fosse una protesi ( ma è sempre tessuto della paziente) al fine di dare ulteriore proiezione al cono mammario.
A questo punto dopo l’esame obiettivo devo affrontare quale tecniche chirurgica   (cicatrici periareolare, periareolare e verticale, a T invertita) risulta adatta al caso .
Una volta concordato con la paziente le caratteristiche dell’intervento,le possibili complicanze, le prescrivo gli esami ematici e strumentali ( ecografia/ mammografia, ECG) necessari per essere idonei.

Il mio approccio alla  mastopessi ( sollevamento seno):
Penso che nessuno sia felice di avere cicatrici a livello mammario ma nei casi che rientrano nel quadro di mastopessia ciò risulta inevitabile. In base alla mia esperienza nella maggior parte dei casi le cicatrici all’inizio evidenti se opportunamente trattate diventano delle piccole linee bianche.
Consiglio di seguire la terapia per il trattamento degli esiti cicatriziali( massaggio, fotoprotezione, cerotto in carta, lamina in silicone, etc.) che se ben eseguita dà ottimi risultati.
Ricordatevi sempre che quando vedete una foto sul calendario di un personaggio famoso che ha fatto il vostro stesso intervento e non si vede nulla ( cicatrici) è perché con il computer si fanno miracoli!!
Ritengo che questo intervento dia soddisfazioni alle pazienti ma anche a noi chirurghi perché il risultato estetico e frutto di una fine progettazione dell’intervento.

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Mammella Tuberosa o Snoopy Breast
( con riferimento al naso di snoopy):

Anestesia : generale
Degenza : 1notte

È giunta presso il mio studio una giovane ragazza che mi riferisce di essere a disagio nel mostrare il seno al compagno perché ha una forma strana. Alla visita rinvengo un quadro definito mammella tuberosa o snoopy breast: il seno ha una base di impianto stretta poi si allarga con in cima una areola molto larga. Solitamente i seni sono di piccole dimensioni e cadenti.
A questo quadro che alla paziente sembra molto grave corrisponde una malformazione che possiamo correggere chirurgicamente.
Spiego alla paziente che l’intervento consiste nel ridurre le dimensioni dell’areola di isolare nel polo inferiore la ghiandola e di aprirla mediante incisioni interne a raggiera al di sotto del muscolo pettorale inserire una protesi.
Al termine la paziente avrà il seno con un’areola di dimensioni corrette una giusta base  ed una corretta proiezione.

Il mio approccio alla correzione della mammella tuberosa:
la correzione di questa forma  delle mammelle è sicuramente impegnativa; è frutto di un’attenta progettazione che si basa sulle dimensioni del torace e dei fianchi ma soprattutto sulla quantità e qualità del tessuto mammario.
È un intervento che dà molte soddisfazioni perché ridona al seno una forma normale che nessun altra terapia è in grado.
Gli esiti cicatriziali sono molto contenuti solo a livello periareolare  e solitamente poco evidenti.

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capezzolo introflesso  

Il Capezzolo Introflesso
( quando il capezzolo non si proietta all’esterno) :

degenza:  ambulatoriale /day hospital
anestesia: locale e/o sedazione

Mi capita alcune volte di  visitare pazienti che lamentano la mancata fuori uscita dei capezzoli. Questo quadro è determinato dalla retrazione dei dotti galattofori ( dotti che portano il latte al capezzolo).

La terapia è chirurgica solitamente spiego che incidendo alla base del capezzolo si recidono i dotti che rilasciano il capezzolo con la sua automatica estrusione.

Il mio approccio alla correzione del capezzolo introflesso:
spiego sempre alle mie pazienti che l’obiettivo è contrastare la naturale tendenza alla retrazione e che in alcuni casi possiamo avere delle recidive .
Un altro aspetto da considerare e che incidendo i dotti galattofori la capacità di allattare si riduce drasticamente
Ssono dell’idea che selezionando i casi si possano avere ottimi risultati.

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ginecomastia  

Ginecomastia
o mammella maschile aumentata di volume:

degenze : day hospital/1 notte
anestesia: locale con sedazione / generale

Capita a tutti vedere al mare giovani ragazzi con il petto che ha un aspetto più femminile che maschile.

Nel caso giunga in visita un ragazzo che presenta questo quadro clinico bisogna affrontare prima le natura : infatti la ginecomastia può essere vera ( ghiandolare ) o pseudoginecomastia ( adiposa)  poi le cause (ormonale, alimentare, sostanze assunte, tumorale etc.)

Se il paziente che visito è affetto da un aumento della ghiandola  mammaria l’intervento che propongo prevede incisione emiperiareolare con rimozione della ghiandola al di sotto del complesso areola capezzolo.

Quando a questo quadro si associa eccesso cutaneo allora l’incisione sarà tutta in torno all’areola permettendo cosi di rimuovere la cute in eccesso oltre alla ghiandola.

Se invece il paziente è affetto da aumento della regione mammaria per adipe (grasso) come prima ipotesi consiglia la lipoaspirazione che mi permette di ridurre il volume e recuperare la pelle in eccesso.

 

 

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medicina estetica laser chirurgia del viso chirurgia del seno chirurgia arti superiori chirurgia arti inferiori
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